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CoronaVirus e CyberSecurity: il più grande esperimento di digitalizzazione fatto sino ad ora

CoronaVirus, CyberSecurity e digitalizzazione: sino ad ora la digitalizazone non era mai stata messa cosi tanto alla prova. Questo non solo riguarda lo smart working, ma la tenuta della sicurezza, la gestione delle vulnerabilità e la capacità delle reti e dei sistemi. Una questione che riguarda da vicino la CyberSecurity.

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La pandemia e l’emergenza sanitaria hanno portato le le organizzazioni a escludere i grandi incontri mettendo alla prova chiunque non abbia mai sperimentato il lavoro da remoto. Gli stessi lavoratori, che operavano sotto la sicurezza della connettività in ufficio oggi si trovano in una situazione molto diversa con le stesse richieste di solida sicurezza relativa alla gestione dei dati e il loro trasferimento. Ci si trova quindi a dover affrontare rischi che non sono affatto trascurabili: reti Wi-Fi domestiche non garantite, dispositivi intelligenti non garantiti e innumerevoli altre variabili che trasformano il proprio laptop in un “cavallo di Troia”. La sfida così diviene quella di garantire livelli di sicurezza elevati anche a casa.

Il problema infatti è la poca preparazione di molte aziende riguardo la digitalizzazione, che le espone alle potenziali minacce.

CoronaVirus e CyberSecurity: le opportunità valgono anche per i cyber criminali

I criminali informatici stanno usando la crisi sanitaria globale come un’opportunità per colpire organizzazioni e individui vulnerabili: il telelavoro, il panico generale e l’incertezza che si sta creando intorno al Covid19 stanno solo semplificando questa missione.

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I cyber criminali, infatti, tentando di capitalizzare la crisi a proprio beneficio, tenatno di infettare i computer e dispositivi mobile con nuovi malware e vari tipi di truffe. Gli attacchi sono stati indirizzati anche verso le strutture sanitarie e governative sia in Europa, che negli Stati Uniti d’America ma il problema, anche qui è globale.

Covid-19: fake news e ransomware

La maggior parte dei recenti Cyber attacchi sfruttano principalmente i timori legati all’epidemia di COVID-19, alimentati dalla disinformazione e dalle fake news, per distribuire malware tramite le applicazioni Google Play, link e allegati dannosi ed eseguire attacchi ransomware.

CyberSecItalia cerca di riassumere i principali vettori di attacco Cyber tra Phishing, Ransomware, Software dannoso e malware.

Cybersecurity: opportunità per capire cosa non funziona

Non tutto viene per nuocere e soprattutto, dice un detto biosgnerebe fare di necessità virtù: Sul caso INPS , CyberSecItalia, ha intervistato Raoul Chiesa, uno dei massimi esperti nazionali in tema di sicurezza cibernetica. Chiesa, che non ritiene l’incidente un attacco hacker ma bensi interno, afferma anche che si tratti slo della punta dell’iceberg di quello che in Italia non fnziona in ambito di sicurezza informatica.

Leggi l’intervista – Sito INPS in down. “L’attacco hacker? Una bugia che fa capire perché la cybersecurity in Italia non funziona”


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