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Hacker di aerei: attacco informatico ai sistemi di volo

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Hacker di aerei, chi sono? Ma soprattutto è possibile manomettere i sistemi di sicurezza di volo? La seconda risposta, anche se inquietante è la più facile a cui dare risposta: si, è possibile hackerare i sistemi informatici degli aerei. Dobbiamo innanzitutto pensare che il sistema di controllo degli aerei è un enorme computer, in grado di volare anche con il famoso “pilota automatico”.

Il pilota automatico non è altro che un dispositivo meccanico/elettronico che può “guidare” un qualsiasi mezzo senza l’assistenza da parte di un umano, tuttavia anche gli aeroplani più stabili richiedono sempre l’attenzione continua del pilota per poter volare. Questo per ora esclude la sostituzione del vero e proprio pilota con un computer di bordo, che potrebbe ricordarci Hal 9000, di 2001 Odissea nello Spazio.

Pensiamo solo alle conseguenze che potrebbe avere il controllo di un aereo, magari di linea, e dei suoi sistemi informatici. KasperSky afferma che un potenziale di un attacco hacker su un aereo potrebbe essere davvero devastante e possiamo immaginarlo tutti: “pensiamo a un terrorista che non avrebbe più bisogno di prendere passeggeri in ostaggio e di fare irruzione in cabina piloti. Dovrebbe solo dotarsi di un computer portatile”.

Ecco che iniziamo a poter profilare il nostro hacker di aerei, un esperto informatico/terrorista in possesso di un computer che si trasforma in un’arma letale.

Hacker di aerei: Chris Roberts

Chris Roberts, esperto di CyberSecurity, ha affermato all’FBI di aver preso il controllo di un aereo sul quale stava volando, per un breve periodo di tempo, riuscendo anche a cambiare la rotta. Come ci sarebbe riuscito? Manomettendo l’entertainment system collegandosi alla porta USB grazie a un adattatore personalizzato. Una storia vera? In parte.

Durante gli interrogatori dell’FBI Roberts ha affermato di avere violato 15-20 volte – dal 2011 al 2014 – i sistemi di intrattenimento di bordo. In una occasione è persino riuscito a prendere il controllo del motore di un aereo su cui viaggiava dando al computer di bordo il comando ‘Clb’, ovvero ‘climb’, cioè prendere quota. Come sarebbe stato esguito il comando? “Il comando è stato eseguito da uno dei motori del velivolo e di conseguenza l’aereo “si è spostato lateralmente durante uno di questi voli”, riporta sempre il documento. Roberts ha detto di essere a conoscenza di ‘falle’ nei sistemi informatici di tre modelli Boeing e di un modello Airbus. Inoltre, l’esperto ha hackerato i sistemi di intrattenimento di bordo prodotti dalle compagnie Thales e Panasonic”. [leggi la notizia su Repubblica.it]

Sicurezza in volo: il Traffic Alert and Collision Avoidance System (TCAS)

Una notizia di questi giorni avvisa che i ricercatori avvertono che i sistemi degli aeroplani possono essere falsificati compromettendo la sicurezza del volo degli aerei vicini. In che modo? Attraverso il sistema di sicurezza dell’aeromobile noto come “Traffic Alert and Collision Avoidance System” (TCAS) testimoniato dallo studio di Pen Test Partners che descrive una tecnica di hacking ai danni di uno dei sistemi di controllo di volo utilizzati sui velivoli di linea.

Il report di PTP, come affermato da SecurityInfo.it, spiega che la vulnerabilità interessa il sistema TACS il cui compito è quello di notificare avvisi quando viene rilevata una possibile collisione in volo. Con un atrezzatura da poche decine di dollari – una chiavetta USB per la trasmissione di video – e un un transponder, i ricercatori, hanno dimostrato come sia possibile ingannare il sistema TACS creando “aerei fantasma”.

Leggi la notizia su SecurityInfo.it

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