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Cybercrime: vulnerabilità dei paesi a confronto nel report di NorthVPN

Cybercrime e vulnerabilità: quanto l’Italia è vulnerabile agli attacchi dei cyber criminali e quindi soggetta ai rischi informatici rispetto agli altri paesi?

“Più tempo trascorri in rete, maggiore sarà la possibilità di imbatterti in un criminale informatico”.

Le classificazioni e le statistiche non sempre servono ad avere una chiara idea della portata del problema, ma la ricerca Cyber Risk Index di NorthVPN, in modo chiaro mostra che l’indice del rischio informatico dipende anche dal paese in cui si risiede e dal reddito percepito.

NorthVPN ha classificato 50 paesi in tutto il mondo e ha scoperto che nella più alta fascia si rischio si trovano i paesi più sviluppati.

L’Europa settentrionale, che detiene il più alto salario medio mensile e un tasso di penetrazione di Internet superiore al 90%, è l’area più pericolosa al mondo per svolgere attività online. L’America settentrionale non è da meno.

NorthVPN – Cyber Risk Index

Ciò significa che economie ad alto reddito, infrastrutture tecnologiche avanzate, alti livelli di urbanizzazione e digitalizzazione comportano un livello più elevato di crimini informatici e quindi un aumento di vulnerabilità. Questa potrebbe essere una nota dolente per l’Italia sotto asedio di malware e ransomware, cosa che, su scala mondiale, le ha fatto scalare le vette per ciò che concerne malware e macromalwareNon ultimo il Netwire malware che ha preso di mira proprio l’Italia – sino al 2012 – nei suoi target toccando uno dei settori più forti.

Ma diamo una rapida occhiata al rapporto e alle sue statistiche per meglio comprendere: calcolare il rischio CyberCrime non è davvero poi così semplice ma stabilire delle regole generali forse potrebbe anche funzionare.

La vulnerabilità al CyberCrime aumenta con ogni ora in più trascorsa online

Il rapporto di NorthVPN allerta sulle aree più pericolose al mondo per svolgere attività online: uno dei fattori presi in considerazione è il tasso di penetrazione di Internet da parte della popolazione.

Cybercrime vulnerabilità dei paesi: L’informazione curiosa che emerge dal rapporto è che tra i fattori con maggior impatto al rischio ci sono: l’esposizione alle minacce e il reddito. Questo collocherebbe il Regno Unito (UK) al primo posto e gli Stati Uniti d’America (USA) al secondo.

Più protetti invece sono quei paesi che trascorrono mediamente meno tempo in rete: questo è il caso degli stati europei occidentali con una media di 5 ore al giorno sui dispostivi digitali rispetto alla media globale di 6,5 ore.

Con un salario mensile 13 volte inferiore alla media, il punteggio migliore è quello dell’India, anche se mediamente i cittadini che usano internet sono più esposti rispetto agli altri.

In India:
– Soltanto 1 persona su 3 usa Internet.
– Meno di 1 persona su 4 usa uno smartphone.
– Una piccola percentuale della popolazione usa Instagram (5.8%),

guarda video on demand (7.1%), o gioca online (6.6%).
– Solo 34% della popolazione vive nelle città. È la percentuale più bassa tra quella dei 50 paesi analizzati.
– Una piccolissima parte della popolazione viaggia all’estero.

NorthVPN – Quanto è soggetto il tuo paese ai rischi informatici?

L’intero rapporto è scaricabili qui

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