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Cyber warfare: Iran VS Israele

Cyber warfare, dopo pochi giorni dall’incursione informatica nel sistema idrico israeliano, un attacco hacker “altamente accurato” ha bloccato il porto di Shahid Rajaee sul Golfo Persico. L’Iran nega di aver compiuto il primo attacco che non sarebbe nemmeno andato a buon fine, ma la risposta di Israele – se è stata una sua risposta – sembra avere un significato con un messaggio preciso: le infrastrutture civili sono un obiettivo inaccettabile per il cyber. La notizia del contrattacco israeliano è stata data dal Washington Post. Siamo in una nuova frontiera, dove il cyberspazio non è più un dominio separato da quello fisico.

Cyber warfare, la nuova frontiera dopo Stuxnet, Flame e Duqu

Il rapporto dell’intelligence afferma che l’attacco al porto di Shahid Rajaee sia avvenuto il 9 maggio. Il porto viene utilizzato per l’esportazione di prodotti chiave, come la benzina e nei mesi di Marzo e Aprile sono state caricate almeno 5 petroliere destinate al Venezuela.

Quali sonoi rischi di una guerra cibernetica?

Cyber warfare tra Iran e Israle: la nuova guerra è il quinto dominio

Colpire le infrastrutture critiche: questo l’obiettivo dell’attacco cyber dell’Iran, che sprovvisto di grandi risorse nell’esercito, nella marina o nell’areonautica militare tenderebbe ad usare droni (usati contro l’Arabia Saudita), missili e ora attacchi informatici. Ciò rende il cyber conflitto il nuovo campo di guerra in Medio Oriente.

Sulla scia del virus Stuxnet, conosciuto col nome in codice “Stars”, che aveva insidianto gli impianti nucleari iraniani. e poi poi dei suoi successori Flame e Duqu, l’Iran ha via via affinato i sui attacchi, fino ad arrivare a danneggiare elementi fisici di importanza strategica nazionale, come il sistema idrico nazionale.

Spionaggio a parte, sulla guerra cibernetica abbiamo ancora molto da imparare: esiste la questione delle diverse percezioni delle regole concordate. Questo è evidente quando, circa dieci anni fa, gli Stati Uniti fecero ricorso al sabotaggio cibernetico anziché ai missili per distruggere diverse installazioni nucleari iraniane: l’Iran rispose con attacchi informatici, distruggendo almeno 30 mila computer in Arabia Saudita e creato seri danni alle banche statunitensi. Sotto questa luce una stabilità strategica nel cyberspazio sembra difficile da mantenere.

Andrea Biraghi, Cyber attacchi 2020: i rischi di una guerra cibernetica
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Si parla da anni di una guerra informatica e si sa anche che Israele, già nel 2011, ha istituito una nuova unità di difesa informatica nell’IDF di fronte alle crescenti minacce informatiche “La minaccia è reale”, avevano detto. gli ufficiali israeliani.

Gli strateghi devono essere consapevoli che parte di ogni conflitto politico oggi si svolge su Internet, le cui caratteristiche imprevedibili fanno si che le battaglie combattute nella rete possano essere altrettanto importanti, se non di più che gli eventi che si svolgono sul campo”.

[Kenneth Geers]

La cyber war è a tutti gli effetti una corsa agli armamenti dove le startegie sono quelle di “distruggere, interdire, degradare, ingannare, corrompere o usurpare la capacità degli avversari di usare la sfera del cyberspazio a proprio vantaggio” [Geopolitica.info – Cyber Warfare: il triangolo Iran-Israele-Stati Uniti].

Leggi: Le regole della Cyber War su Repubblica

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