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Ransomware 2020: in Italia e nel mondo è allarme cyber crime

Tra ransomware e malaware nel 2020 l’Italia è tra i paesi più colpiti: secondo il Rapporto di Trend Micro Research nel 2019 il nostro Paese è secondo in Europa e settimo su scala mondiale.

Nel The Sprawling Reach of Complex Threats ransomware sempre più mirati affliggono il settore governativo o quello pubblico relativo anceh alle infrastrutture critiche si sta assistendo ad un cambiamento delle strategie dei cyber criminali. I criminali informatici infatti sono in grado di eseguire azioni più rapide e mirate.

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Uno dei maggiori protagonisti della criminalità informatica nel 2019 è stato Ryuk: aziende e enti governativi di tutto il mondo sono stati colpiti da questo tipo di minaccia che cripta i file per chiedere un riscatto. Tra i paesi più colpiti: Spagna, Germania, Cina, Algeria e India. Negli ultimi tre anni, sono stati colpiti milioni di utenti, compromettendo una grande quantità di dati e causando notevoli perdite economiche.

Ma nel 2019 globalmente sono stati copilti almeno 100 paesi, nei quali il settore sanitario rimane il principale obiettivo ransomware: olo negli USA ha colpito 700 strutture. Non immuni il settore governativo e il settore dell’istruzione ed entrambi sono impossibilitati a porare offline i loro servizi a causa di consegeunze che avrebbero comuqneu una vasta portata.

Come proteggersi da Ryuk

“Ryuk utilizza una miriade di escamotage per ottenere l’ingresso nel sistema IT, insistere e crittografare i file delle sue vittime. Per questo motivo, se non si dispone di una protezione adeguata e non si seguono le linee guida appropriate, questa minaccia può essere molto difficile da contrastare”. DataManager

Ransomware 2020: furti e vulnerabilità online

Come conseguenze del lockdown e dello smart working si sono verificati altri problemi rispetto a vulnerabilt e crminalità informatica nel mobile banking.

Su CorriereComunicazioni.it si legge che tra i nuovi attacchi informatici ci sono messaggi di posta elettronica fraudolenti che pubblicizzano sedicenti cure contro il Coronavirus o fittizie iniziative di solidarietà per sottrarre ai destinatari somme di denaro e credenziali di accesso ai conti online. A lanciare l’allarme sulla cybersecurity sono Bankitalia e Ivass: tra le loro attività ci sono quelle del Certbi, con l’obiettivo di proteggere i sistemi informatici interni e contribuire a garantire la sicurezza del sistema finanziario e assicurativo. 

Leggi l’articolo integrale – In Italia è allarme hacker: Bankitalia e Ivass potenziano la cybersecurity

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