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Deepfake: video manipolati nell’era dell’Intelligenza artificiale

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Deepfake: cosa è? Il deepfake è una tecnica per la sintesi dell’immagine umana da parte dell‘intelligenza artificiale (AI). Tramite l’apprendimento automatico immagini e video vengono sovrapposti per creare fakenews e niente meno che crimini informatici.

Spesso video manipolati e alterati, creano notizie e false informazioni inganevvoli, volte ad influenzare l’opionone pubblica e mettendo a rischio la vera informazione.

L’analisi di AgendaDigitale.eu parla del deepfake come frutto non solo dei processi AI e Big Data, ma di “un ecosistema media in cui non è più possibile distinguere ciò che è vero da ciò che è falso e in generale di una società ostaggio di simulacri e finzioni, come aveva previsto Baudrillard”.

«Con la modernità, in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza. E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini»
(J. Baudrillard, Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà)

Deepfake: il Rapporto Deeptrace

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Le insidie dei deepfake vengono raccontate per la prima volta dal Rapporto dei ricercatori della società di sicurezza informatica Deeptrace: il numero di video manipolati, riporta LabParlmanento.it è raddoppiato rispetto al 2018: “a settembre 2019 si contavano qualcosa come 14.678 video contraffatti” e il 96% dei video contraffatti fanno riferimento alla pornografia. Ma le contraffazioni riguardano anche i “falsi politici” costruiti appositamente per indebolire le domocrazie.

Il watermarking a tutela della contraffazione

In che modo verificare l’autore di un prodotto, riconoscere i falsi e tutelare la paternità della creazione? Ancora una volta AgendaDigitale.eu ci insegna qualcosa di importante: “come la paternità di un documento cartaceo è suggellata dall’apposizione della firma, così la paternità di qualunque tipologia di produzione artistica è garantita dall’impronta del suo autore”.

La tecnica del watermarking digitale consiste quindi in una sorta di “firma digitale” inserita all’interno del file multimediale che può essere utilizzata per estarre meta datie acquisire indicazioni.

Andrea Biraghi, cyber security e information systems.

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