Cyber intelligence: prevenire ed identificare le minacce

La Cyber Intelligence, che ha un ruolo molto importante nella difesa nazionale, può in realtà essere definita come il monitoraggio, l’analisi e il contrasto delle minacce alla sicurezza digitale. L’intelligence, che è uno dei “mestieri più antichi” al mondo, anche oggi, in una miscela di spionaggio fisico e di moderna tecnologia dell’informazione, è ancora uno degli elemetni più importanti negli scenari internazionali. Oggi, per la sicurezza informatica, diventa sempre più indispensabile anticipare situazioni ed attacchi; la Cyber Intelligence, considerata soprattutto in ambito militare, si sviluppa su tre livelli: strategico, operativo e tattico. 

Con l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale per implementare le misure in materia di sicurezza informatica, le capacità di poter prevenire gli attacchi sono aumentate sino ad arrivare ad individuare l’85% degli attacchi e a ridurre fino a ad un quinto il numero di falsi positivi.

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L’intelligence sulle minacce*** è un investimento importante per la posizione di sicurezza di un’organizzazione in quanto offre un vantaggio e un anticipo sugli “avversari”, identificando in anticipo gli attacchi informatici.

Ma cosa pensare quando la Cyber Security per prevenire le minacce viene affiancata ed integrata all’Intelligenza artificiale? Sarebbe interessante ribaltare la domanda, ovvero, l’intelligenza artificiale riuscirà a superare i limiti della sicurezza informatica? 

Gli algoritmi possono rappresentare un pericolo?

*** [La Cyber Threat Intelligence (CTI) è un’area della cyber security che si concentra sulla raccolta e analisi di informazioni su attacchi attuali e potenziali che minacciano la sicurezza di un’organizzazione o dei suoi beni. Chi si occupa di questo sono gli analisti della Cyber Intelligence, noti anche come analisti delle minacce informatiche: sono professionisti della sicurezza delle informazioni che usano le loro capacità e conoscenze di base in settori come l’amministrazione della rete o l’ingegneria della rete per aiutare a contrastare le attività dei cyber criminali come glihacker e gli sviluppatori di software dannoso. Questi professionisti hanno competenze chiave che includono ad esempio pensiero critico, analitico, problem solving, capacità decisionale].

Sicurezza IT: combattere le minacce con intelligenza (artificiale e umana)

Nel white paper “Sicurezza IT: come combattere le minacce con intelligenza (artificiale e umana)” di FSecure si afferma che “si tende ancora a pensare che una buona soluzione di protezione degli endpoint, magari di “nuova generazione”, possa prevenire ogni genere di minaccia, ma in realtà questa via non appare più sufficiente di fronte all’attuale scenario del cybercrimine. L’attenzione è ancora troppo focalizzata sui pericoli più comuni, quelli che possono essere risolti con un rimedio a valle, quando invece occorrerebbe dotarsi di soluzioni e competenze in grado di agire sulle capacità di rilevazione e rapida risposta. 

Le tradizionali tecnologie quindi funzionano ancora ma non sono più sufficienti: “le tecnologie di intelligenza artificiale e machine le- arning rappresentano oggi la sola soluzione scalabile che possa essere applicata, ma la risposta più efficace è data dall’unione fra le tecniche di ultima generazione e il lavoro degli esperti di cybersecurity”.

Scarica il white paper di FSecure qui.

Cyber Intelligence predittiva e sicurezza informatica

In un’intervista a Pablo Gonzáles, Technical Manager and Security Researcher presso Telefónica, sono stati affrontati temi relativi all’evoluzione degli attacchi negli ultimi anni e le tendenze del settore della sicurezza informatica. Riguardo al ruolo che l’intelligenza predittiva potrebbe giocare nel miglioramento della sicurezza informatica Gonzáles ha affermato che “senza ombra di dubbio, l’intelligenza predittiva sarà fondamentale per lo sviluppo di soluzioni di sicurezza avanzate”.

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Machine Learning e Cyber AI: tecnologia dirompente

Mentre la piattaforma Big Data Security di TIM, è stato pensato come strumento flessibile e scalabile per accedere velocemente ai dati e risolvere le problematiche relative alla loro interpretazione, la Black Berry annuncia la nuova unità di sicurezza informatica basata su AI e IoT, che si concentrerà sull’apprendimento automatico e sui modi in cui l’IA può migliorare la sicurezza in auto e dispositivi mobili.

In ambito di sicurezza informatica, mentre da una parte la scelta di adottare tecnologie abilitanti l’utilizzo delle tecniche di Machine Learning (ML) è stata frutto di un’attenta valutazione (TIM) convinti che il ML fosse dirompente ed avrebbe interessato il contesto Cyber Security, dall’altra si studia l’apprendimento automatico per comprendere e gestire meglio le politiche e le identità dei dispositivi connessi.

L’intento? Creare un ambiente sicuro che permetterà una collaborazione migliore, in modo più veloce ed intelligente su grandi distanze e in tutte le aree di applicazione.

Charles Eagan, responsabile della tecnologia BlackBerry (CTO) di BlackBerry ha affermato: “Ora stiamo esaminando l’applicazione dell’apprendimento automatico alle nostre aree di applicazione esistenti, tra cui automobilistica, sicurezza mobile e così via.

Man mano che emergeranno nuove tecnologie e minacce, BlackBerry Labs ci consentirà di adottare un approccio proattivo alla sicurezza informatica, non solo aggiornando le nostre soluzioni esistenti, ma valutando come possiamo espanderci e fornire un portafoglio più completo, basato sui dati e diversificato per proteggere l’Internet delle cose”.

ai, andrea biraghi, cyber security, intelligenza artificiale, machine learning

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